Come Aprire la Partita IVA Online Gratis: MiniGuida Passo per Passo (2026)

Come Aprire la Partita IVA Online Gratis: MiniGuida Passo per Passo (2026)

Tutto quello che ti serve per aprire la partita IVA da solo in 20 minuti: modello AA9/12, SPID, codice ATECO, iscrizione INPS e cosa fare dopo l’apertura

Aprire la Partita IVA Online Gratis fa paura. Sembra complicata, piena di burocrazia, di moduli incomprensibili e di possibili errori costosi. La realtà è diversa: per un libero professionista (consulente, designer, copywriter, sviluppatore, social media manager) l’apertura della partita IVA è gratuita, si fa online in 20 minuti e il numero viene assegnato immediatamente.

Il grosso del lavoro non è la procedura burocratica — quella è semplice. Il grosso del lavoro è prendere due decisioni prima di aprire: quale codice ATECO scegliere e quale regime fiscale adottare. Se arrivi con queste decisioni già fatte, il modulo da compilare è una formalità.

Questa guida ti porta attraverso l’intero processo: dalla preparazione alla procedura online, dall’iscrizione all’INPS alle cose da fare nei giorni successivi all’apertura. Stile Aranzulla: step per step, nessun gergo tecnico inutile.

Nota bene: questa guida copre l’apertura della partita IVA come libero professionista (la forma più comune per i freelance digitali). Se apri una ditta individuale commerciale o artigianale, il processo è diverso e richiede la ComUnica con Camera di Commercio — in quel caso affidati a un commercialista.

Soluzione in 60 secondi

È davvero gratis? — Sì. Per i liberi professionisti l’apertura della partita IVA non costa nulla. Nessuna tassa, nessun bollo, nessun diritto di segreteria.

Cosa ti serve — SPID o CIE per accedere al portale dell’Agenzia delle Entrate, codice fiscale, codice ATECO già scelto, regime fiscale già deciso (quasi sempre forfettario per chi inizia).

Quanto ci vuole — 15-20 minuti per compilare il modulo online. Il numero di partita IVA viene assegnato immediatamente dopo l’invio.

Entro quando devi farlo — Entro 30 giorni dalla data di inizio attività. Puoi indicare come data di inizio attività anche una data futura (fino a 30 giorni prima della presentazione).

Dopo l’apertura — Devi iscriverti alla Gestione Separata INPS entro 30 giorni. Non farlo comporta sanzioni.

Se hai dubbi sul codice ATECO o sul regime — Consulta un commercialista prima di aprire. Costa 100-200€ e ti evita errori che poi sono difficili da correggere.

Tutto quello che devi sapere prima di iniziare su Freelance e Partita IVA : Freelance e Partita IVA: MiniGuida Completa per Iniziare (2026)

Indice

  1. Prima di aprire: le due decisioni che contano
  2. Cosa ti serve per aprire online
  3. La procedura online passo per passo: modello AA9/12
  4. Come iscriversi alla Gestione Separata INPS
  5. Cosa fare nei giorni successivi all’apertura
  6. Aprire con un commercialista: quando conviene
  7. Domande frequenti

1. Prima di aprire: le due decisioni che contano

Non aprire il modulo prima di aver preso queste due decisioni. Cambiarle dopo l’apertura è possibile ma macchinoso.

Decisione 1 — Il codice ATECO

Il codice ATECO identifica la tua attività. È un numero che trovi nella tabella ISTAT — ogni tipo di lavoro ha il suo. Scegliere quello giusto è importante perché in regime forfettario determina il coefficiente di redditività che si usa per calcolare le tasse.

Come trovarlo: vai su ateco.istat.it e cerca la descrizione più vicina alla tua attività. Oppure cerca su Google “[tuo lavoro] codice ATECO 2026” — per le professioni digitali trovi facilmente i codici più comuni.

I codici più usati dai freelance digitali:

  • 62.01.09 — altri sviluppatori e programmatori di software
  • 62.02.00 — consulenza nel settore informatico
  • 73.11.02 — ideazione di campagne pubblicitarie
  • 73.20.00 — ricerche di mercato e sondaggi di opinione
  • 74.10.21 — attività dei disegnatori grafici di pagine web
  • 74.10.29 — altre attività di design
  • 74.90.99 — altre attività professionali NCA (consulenti vari)
  • 90.01.09 — altre rappresentazioni artistiche (fotografi, videomaker)

Se non sei sicuro, un commercialista ti indica il codice corretto in pochi minuti. Non procedere con un codice scelto a caso.

Decisione 2 — Il regime fiscale

Per chi inizia la risposta è quasi sempre regime forfettario: tassazione al 5% per i primi 5 anni (se rispetti i requisiti di nuova attività), poi al 15%, nessuna IVA in fattura, contabilità semplificata.

I requisiti per il forfettario nel 2026: ricavi annui sotto 85.000€ e redditi da lavoro dipendente dell’anno precedente sotto 35.000€ lordi.

Se non rientri nel forfettario o hai dubbi sulla convenienza, parla con un commercialista prima di aprire.


2. Cosa ti serve per aprire online

Prima di metterti davanti al computer, prepara questi elementi:

Accesso digitale SPID (qualsiasi livello 2) o CIE con NFC. Ti serve per accedere all’area riservata dell’Agenzia delle Entrate. Se non hai ancora lo SPID, attivalo prima — ci vogliono alcuni giorni.

Dati personali Codice fiscale, documento di identità in corso di validità, indirizzo di residenza, numero di telefono e indirizzo email.

Codice ATECO Quello che hai scelto al passo precedente. Tienilo a portata di mano.

Data di inizio attività La data da cui vuoi che la tua partita IVA sia attiva. Puoi indicare la data di oggi, una data passata (fino a 30 giorni fa) o una data futura (fino a 30 giorni avanti). Se hai già emesso o vuoi emettere fatture da una certa data, indica quella data.

PEC (facoltativo ma consigliato) La PEC (Posta Elettronica Certificata) è consigliata per i liberi professionisti — è il metodo ufficiale per ricevere comunicazioni dalla Pubblica Amministrazione e per inviare il modello via email certificata. Non è obbligatoria per il modello online, ma attivarne una subito è una buona pratica. Costo: da 5€/anno (Aruba, Register.it, altri provider).


3. La procedura online passo per passo: modello AA9/12

Ci sono due strade per aprire online. La prima — più semplice — è dal portale dell’Agenzia delle Entrate con il servizio web. La seconda è compilare il modello AA9/12 in PDF e inviarlo via PEC.

Ti descrivo la prima strada (portale web) che è la più comoda.

Passo 1 — Accedi all’area riservata

Vai su agenziaentrate.gov.it. In alto a destra clicca su “Accedi”. Scegli SPID o CIE come metodo di accesso e completa l’autenticazione. Ora sei nell’area riservata dell’Agenzia delle Entrate.

Passo 2 — Cerca il servizio di apertura P.IVA

Nell’area riservata, cerca la sezione “Dichiarazione di inizio attività, variazione dati o cessazione” oppure cerca direttamente “AA9/12” nel motore di ricerca interno del portale. Il percorso esatto può variare leggermente con gli aggiornamenti del portale, ma il servizio è sempre presente nell’area dedicata ai contribuenti.

Passo 3 — Compila il modulo

Il modulo online ti guida passo per passo. Le sezioni principali da compilare sono:

Sezione dati anagrafici — nome, cognome, codice fiscale, data e luogo di nascita, residenza. Quasi tutto è precompilato dai tuoi dati di accesso.

Sezione tipo di dichiarazione — seleziona “Inizio attività”.

Sezione attività — inserisci la data di inizio attività e il codice ATECO. In questa sezione devi anche indicare se eserciti la professione in modo abituale oppure occasionale — seleziona “abituale”.

Sezione regime fiscale — seleziona il regime forfettario (o il regime che hai deciso).

Sezione luogo di esercizio dell’attività — normalmente è il tuo domicilio fiscale (la residenza).

Passo 4 — Invia il modulo

Controlla tutti i dati inseriti, poi clicca su “Invia”. Il sistema elabora la richiesta immediatamente.

Passo 5 — Ricevi il numero di partita IVA

Dopo l’invio, il sistema ti assegna il numero di partita IVA immediatamente. Puoi visualizzarlo e stampare il certificato di attribuzione direttamente dal portale. Salva o stampa questo documento — ti servirà.

Il tuo numero di partita IVA è un codice di 11 cifre. D’ora in poi va inserito in ogni fattura che emetti.

La seconda strada — via PEC

Se preferisci, puoi scaricare il modello AA9/12 in PDF dal sito dell’Agenzia delle Entrate, compilarlo, firmarlo (firma autografa + copia documento di identità, oppure firma digitale) e inviarlo via PEC all’indirizzo PEC della Direzione Provinciale competente per il tuo domicilio fiscale. I tempi sono leggermente più lunghi rispetto alla procedura web, ma il risultato è lo stesso.


4. Come iscriversi alla Gestione Separata INPS

Questo è il passo che molti si dimenticano o rimandano. Non rimandarlo — hai 30 giorni dall’apertura della partita IVA per iscriverti, e non farlo comporta sanzioni.

Chi deve iscriversi alla Gestione Separata INPS

I liberi professionisti senza albo professionale: consulenti, designer, copywriter, sviluppatori web, social media manager, fotografi, videomaker, formatori, coach, e in generale tutte le professioni intellettuali che non hanno una cassa previdenziale di categoria.

Chi NON si iscrive alla Gestione Separata

I professionisti con albo: avvocati (Cassa Forense), commercialisti (CNPADC), ingegneri e architetti (Inarcassa), medici (ENPAM), e così via. Loro versano i contributi alla cassa della propria categoria, non all’INPS.

Se non sei sicuro di quale cassa ti riguarda, chiedi a un commercialista.

Come iscriversi

Vai su inps.it. Accedi con SPID o CIE. Cerca “Gestione Separata” o “iscrizione lavoratori autonomi”. Compila il modulo di iscrizione con i dati della tua partita IVA appena aperta. L’iscrizione è gratuita.

Quanto versi alla Gestione Separata

Nel 2026 l’aliquota per i professionisti iscritti alla Gestione Separata (senza altra copertura previdenziale) è circa il 26,23% del reddito imponibile. I contributi si pagano insieme all’imposta sostitutiva nelle scadenze fiscali (giugno e novembre). Non si pagano mensilmente — si versano una o due volte all’anno in base al reddito dichiarato.


5. Cosa fare nei giorni successivi all’apertura

Hai aperto la partita IVA. Adesso?

Attiva un software di fatturazione

Hai bisogno di emettere fatture elettroniche. Per iniziare, il portale gratuito dell’Agenzia delle Entrate (Fatture e Corrispettivi, accessibile dall’area riservata) è sufficiente. Se prevedi di fatturare regolarmente, considera un software come Fatture in Cloud, Aruba o Fiscozen — più comodi per gestire numerose fatture.

Apri un conto corrente dedicato

Non obbligatorio ma fortemente consigliato. Tieni separati i flussi personali da quelli professionali. Esistono conti business con canone zero: Finom Solo, N26 Business, Hype Business sono opzioni popolari tra i freelance italiani.

Attiva una PEC se non l’hai già

La PEC (Posta Elettronica Certificata) è il canale ufficiale per le comunicazioni con la PA. Tienila monitorata — l’Agenzia delle Entrate e l’INPS usano la PEC per comunicazioni importanti. Costo: da 5€/anno.

Inizia a mettere da parte le tasse

Da subito. Ogni volta che ricevi un pagamento, trasferisci il 30-35% su un conto separato dedicato alle tasse. Non aspettare giugno per scoprire quanto devi — a quel punto potrebbe essere troppo tardi per avere liquidità.

Valuta un commercialista

Se sei in regime forfettario e la tua situazione è semplice (un’unica attività, nessun dipendente, nessuna situazione fiscale complessa), puoi gestire da solo con un buon software di fatturazione. Per la dichiarazione dei redditi annuale — che va presentata ogni anno entro settembre circa — affidarsi a un commercialista almeno la prima volta è una buona idea. Costo: 300-500€ per un forfettario.


6. Aprire con un commercialista: quando conviene

Aprire da soli è possibile e gratuito. Ma in alcuni casi affidarsi a un commercialista fin dall’apertura è la scelta più intelligente.

Conviene appoggiarsi a un professionista se:

Non sei sicuro del codice ATECO giusto per la tua attività — un errore qui si ripercuote sul calcolo delle tasse per anni. Non sei sicuro di rientrare nei requisiti del forfettario — la tua situazione ha elementi complessi (hai già un altro lavoro dipendente, hai redditi da altre fonti, hai già avuto una partita IVA in passato). Hai un’attività che potrebbe richiedere iscrizione alla Camera di Commercio — la procedura ComUnica per le ditte individuali è più complessa. Vuoi stare tranquillo senza gestire burocrazia.

Quanto costa affidarsi a un commercialista

Per la sola apertura della partita IVA: 50-200€ a seconda del professionista. Per la gestione annuale completa (apertura + dichiarazione dei redditi + consulenza): 300-600€/anno per un forfettario semplice. Esistono anche commercialisti digitali (Fiscozen, Taxfix, Flextax) con prezzi spesso inferiori agli studi tradizionali e servizio completamente online.


7. Domande frequenti

Posso aprire la partita IVA anche se sono già dipendente?

Sì. Puoi avere sia un lavoro dipendente che una partita IVA. In regime forfettario, il tuo reddito da lavoro dipendente dell’anno precedente non deve superare 35.000 euro lordi. Verifica sempre la tua situazione specifica con un commercialista.

Quanto tempo ci vuole per avere il numero di partita IVA?

Con la procedura online tramite il portale dell’Agenzia delle Entrate, il numero viene assegnato immediatamente dopo l’invio del modulo. Con la trasmissione via PEC, di solito entro 24 ore.

Posso indicare una data di inizio attività futura?

Sì, puoi indicare una data di inizio attività fino a 30 giorni nel futuro rispetto alla data di presentazione. Non puoi indicare una data più lontana nel futuro.

Cosa succede se non mi iscrivo all’INPS entro 30 giorni?

L’iscrizione tardiva alla Gestione Separata INPS comporta sanzioni amministrative. Non è una situazione gravissima, ma è meglio iscriversi subito e nei tempi corretti.

Posso cambiare il codice ATECO dopo l’apertura?

Sì, puoi fare una variazione dati inviando di nuovo il modello AA9/12 con le modifiche. Ma cambiare codice ATECO ha effetti sul calcolo delle tasse — fallo solo con l’indicazione di un commercialista.

Posso chiudere la partita IVA se non la uso più?

Sì. La chiusura si fa con lo stesso modello AA9/12, selezionando “Cessazione attività” invece di “Inizio attività”. Va presentata entro 30 giorni dalla data di cessazione dell’attività.

Ho bisogno della PEC per aprire la partita IVA online?

Per la procedura tramite portale web dell’Agenzia delle Entrate no — non ti serve la PEC. La PEC è necessaria solo se scegli di inviare il modello via email certificata. In ogni caso è consigliabile averla come libero professionista.


Principali siti della MiniGuida

RisorsaCosa trovi
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FiscozenCommercialista digitale per apertura e gestione

Disclaimer

Le informazioni contenute in questa MiniGuida hanno scopo puramente informativo e divulgativo. Non costituiscono consulenza fiscale o professionale. Le procedure, le scadenze e i requisiti descritti si riferiscono ad aprile 2026 e possono variare. Prima di aprire la partita IVA, specialmente se la tua situazione ha elementi complessi, consulta un commercialista qualificato. L’autore non è affiliato ad alcun servizio citato. Tutti i marchi appartengono ai rispettivi proprietari.

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